Categorie di Cocktails

 

Il termine cocktail letteralmente significa “coda di gallo”, nome che gli deriva per via dei variopinti colori di alcune miscele oppure a causa della leggenda sulle origine di questo tipo di preparazione. Oggi per cocktail si intende una miscela di prodotti diversi: miscela generalmente fredda e preparata negli attrezzi tipici del barman o direttamente nel bicchiere in vui viene servita al cliente.

L’usanza di miscelare prodotti vari, quanto sembra, nacque negli Stati Uniti agli inizi del secolo scorso; in Europa la moda delle bevande miscelate risale agli anni venti e velocemente si diffuse dappertutto. All’origine non esistevano regole fisse sulla preparazione, ma già nel 1930 era possibile consultare una pubblicazione, il Savoy Cocktail Book, che stabiliva alcune regole generali che poi sarebbero durate sino ad oggi.

Nel corso degli anni nacquero associazioni di categoria (l’Aibes nel 1949), di cui oggi la più importante è l’Iba (International Bartenders Association, 1951). Nel 1961 una commissione, formata dai migliori barman di tutto il mondo (Internationl Cocktails Committee), impose alcune regole riguardanti il dosaggio e la suddivisione dei cocktails in circa 24 gruppi; dopo di ciò, furono scelti e codificati 50 cocktails tra i più conosciuti. Nel 1987 la stessa commissione, visti i cambiamenti di gusti e le abitudini della clientela, modificò alcune ricette e portò il numero di cocktail codificati a 73, tra numerose polemiche che tuttora persistono. Poco dopo un’ulteriore variazione è stata apportata: alcune ricette sono tornate alla versione originale (la misurazione è in terzi) e ora sono 60 i cocktails regolamentati.

La codificazione è importante sia per il consumatore che per il barman: infatti, in qualunque posto del mondo si prepari o si serva lo stesso cocktail, ingredienti, preparazione, guarnizioni e bicchieri devono essere uguali.

 

LE CATEGORIE DEI COCKTAILS

I cocktails possono essere raggruppati secondo vari criteri. Per esempio, in base al momento della giornata in cui è consigliabile servirli distinguiamo:

PRE DINNER, cocktail che per la loro composizione sono ideali come aperitivi;

AFTER DINNER, cocktail che per le loro proprietà vengono proposti come digestivi;

TUTTE LE ORE, cocktail che si presentano ad essere serviti a qualsiasi ora.

 

In base alle quantità di prodotto servito al cliente distinguiamo:

SHORT DRINK, la porzione classica da cocktail (grammatura di circa 50-60 g);

LONG DRINK, una miscela leggermente alcolica, spesso decorata con frutta, la cui grammatura varia da 150 a 200 g. Il long drink è servito con ghiaccio in bicchieri capienti;

MEDIUM DRINK, grammatura tra gli 80 e i 120 g.

 

Inoltre i cocktails possono essere ripartiti in base alla gradazione alcolica:

ALCOLICI, contenenti alcool in porzioni variabili;

ANALCOLICI, cioè senza alcool, ultimamente molto richiesti. Generalmente si tratta di long drink a base di succhi o spremute miscelate tra loro, profumati e colorati con sciroppi e guarniti fantasiosamente con frutta, foglie…

 

Esiste un’ulteriore classificazione, molto più particolareggiata della precedente, che tiene presente il metodo di preparazione e/o dell’ingrediente base che caratterizza i cocktails (citiamo i più importanti):

COOLER, long drink servito in tumbler grande. Ha come caratteristica quella di essere dissetante, poco alcolica, molto ghiaccio e soda. Esempio di Cooler: Apricot Cooler= 8/10 di Apricot Brandy, 1/10 di succo di limone, 1/10 di sciroppo di granatina. Si versano gli ingredienti nello shaker, si amalgamano e viene servito in un tumbler ghiacciato precedentemente ricolmo di ghiaccio tritato e cubetti di frutta. Si completa con soda.

FIZZ, I fizzes appartengono al gruppo dei long drinks e sono preparati nello shaker e serviti nei bicchieri a tumbler (medi) molto freddi. Sono generalmente più dolci dei sours per l’aggiunta di zucchero o sciroppo di zucchero. I fizzes possono avere come base alcolica Gin, Whisky, Cognac, Calvados, a cui va aggiunto del seltz o della soda e, a seconda del drink, succo di limone o succo di frutta.

JULEP, si tratta di un long drink a base di menta e decorato con foglie di menta. Si beve con la cannuccia.

SLING, long drink, caldo o freddo, a base di acquavite, succo di limone e sciroppo.

SOUR, bevanda acida a base di succo di limone, servita fredda e con poco zucchero.

 

 

 

 

SHORT:      5 cl

MEDIUM:   8-13 cl

LONG:        13 cl

Categorie di Cocktailsultima modifica: 2011-07-27T11:48:25+02:00da maiden-501
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